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Un
racconto da fare con le parole, quelle che Luigi Serravalli ha messo in fila
sempre ticchettando su una Lettera 22 indistruttibile . E che la figlia Sigrid
ha voluto rendere pubbliche. Un racconto da completare con le immagini, quelle
di una vita, amorevolmente raccolte e custodite insieme a Lina, e qui riproposte.
Forti della loro artigiana immediatezza, della loro didascalica banalità,
talvolta. C’è Merano e c’è Luigi Serravalli, in queste
pagine, ovviamente. Ma l’onnivora, benedetta curiosità del nostro
ci ha infilato Ezra Pound ed Hemingway (foss’anche lontano da Maia, che
importa…), i quadri di Pollock (in quanti si sono mangiate le mani per
non aver acquistato quelle tavole dell’artista americano che giravano tra
i tavoli del Wunderbar?) e le sbiascicate conversazioni di Ungaretti. Talché
potremmo persino giustificare, per una volta almeno, chi volesse coltivare dell’invidia
per chi e come il nostro ha potuto incontrare, lungo una vita generosamente
interpretata ad inseguire arte e cinema, letteratura e viaggi. Questo libro
è anche una dichiarazione d’amore per Merano, a ben guardare. Restituitaci,
da queste parole e da queste immagini, in una cornice ancora più curiosa
ed accattivante. Appunto. I curiosi sono serviti. E al tavolo della curiosità
Luigi Serravalli ha saputo sedersi con ironia e leggerezza.
dicembre 2002, pagine 112, formato 17x24, ISBN 88-87534-49-7
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