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“Lóvi solŕgni - Lupi solitari” č un poema in cinque arcate, fantastica testimonianza della potenzialitŕ del “volgare di Trento”, lingua antica e preziosa, idonea sia per sognanti momenti lirici, sia per quelli corali, vigorosi, dinamici dell’epica. La bravura di Francescotti sta anche nel riuscire a coniugare cosě bene il retaggio linguistico del passato con tematiche quanto mai attuali e scottanti: la colonizzazione culturale, gli impatti ambientali, la difesa dell’acqua, la denuncia della guerra, del consumismo.
“Lóvi solŕgni” č un poema di resistenza, in quanto il dialetto puň farsi arma per resistere all’omologazione alienante. Ma resistere significa pure saper ascoltare la voce del silenzio, la sapienza e l’ironia scanzonata di un saggio, quasi eremita.
Il “lóf solŕgn” č il filo conduttore che lega i cinque personaggi di altrettanti capolavori di Francescotti: il pertegŕnt della “Cantada disperada”, il Rosso di “Celtica”, Gal della “Zitŕ en tra i crozzi”, Iris, la donasól-donasóla che sceglie di tornare “lóva solŕgna” nel deserto maso avito, ed infine Nando, nomenňmen de “L’ultima cantada”.
novembre 2007 pagine 360, formato 13x21 cm. ISBN 978-88-89898-32-1
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