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Quando,
nell’alba del Novecento, Cesare Battisti fonda “Il
Popolo”, il quotidiano socialista, il giornale dei lavoratori,
Trento è città austriaca, fedele all’Imperatore,
devota alla Chiesa. Il partito più forte è quello “popolare”,
espressione di un cattolicesimo senza dubbi o tentennamenti, che
da tempo ha nella “La Voce Cattolica” il quotidiano
sempre pronto a difendere la fede. Lo scontro fra Battisti e “La
Voce” è subito violento e cambia il modo fare i giornali.
Quando a dirigere “La Voce Cattolica” arriverà Alcide
Degasperi, anche la storia del Trentino subirà un profondo
mutamento. Più tardi, nel 1909, su questa straordinaria
scena irromperà Benito Mussolini, giornalista, socialista,
agitatore sindacale, antimilitarista convinto, amico di Battisti,
acerrimo nemico dei preti. Resterà a Trento pochi, però intensissimi
mesi e la storia del giornalismo cambierà ancora. Tre uomini
eccezionali per scrivere un Trentino alle prese con la miseria,
la pellagra, l’emigrazione, ma che si sta trasformando aprendosi
sia pure con molte fatiche, alle novità del nuovo secolo.
Battisti, Degasperi, Mussolini. Ma anche Ernesta Bittanti donna
e giornalista straordinaria in un mondo, come quello dei primi
del Novecento, dove era difficile essere donna.
Trento nel 1900, è una città ricca di giornali. Con “Il
Popolo” e “La Voce”, ci sono “L’Alto Adige”, “La
Patria” e due settimanali: “L’Avvenire del Lavoratore” di
fede socialista e “Fede e Lavoro” rigorosamente cattolico. Quando
Degasperi cambierà la testata de “La Voce Cattolica” nel
più laico “Il Trentino”, anche “Fede e Lavoro” trasformerà la
prima pagina e diventerà “La Squilla”.
Questo libro racconta quei giornali, confronta gli articoli scritti appunto
da Battisti, Degasperi e Mussolini sui temi più importanti dell’epoca,
che vanno dall’omicidio di Umberto I a Monza, al terremoto che distrusse
Reggio Calabria e Messina, dalle stragi che insanguinarono Pietroburgo e Barcellona,
alla cronaca cittadina di ogni giorno. Quelli fra il 1900 e il 1909, sono gli
anni che vedono crescere la pubblicità, l’arrivo nel Trentino
delle prime automobili, dei turisti chiamati “forestieri”, dei
grandi scontri sindacali che avvengono in ogni vallata. E’ un Trentino
visto da cronisti di eccezione, da uomini che sono diventati protagonisti nella
storia dell’Europa. Certo, si scontarono con durezza, ma sempre facendo
ogni sforzo per contribuire a migliorare le condizioni di vita dei loro lettori.
Erano giovanissimi, ma sorretti da una profonda cultura erano spinti in avanti
da una fede sicura e, più sicura ancora, dalla passione per il giornalismo
che nell’Austria, in modo particolare nel Trentino, era professione soggetta
ad incredibili censure.
maggio 2004, pagine 566, formato 17x24, ISBN 88-87534-72-1
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