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La pietra di San Martino conferma la vocazione profonda sottesa alla poesia di Walter Vettori: il canto, come già in 78 Giri, si fa narrazione, i versi si dispiegano in forma di racconto, delineano figure e vicende che si ritagliano uno spazio entro un preciso contesto storico (dal 1943 al secondo Dopoguerra) e che divengono, a loro volta, storia, tessere di una memoria individuale e collettiva. A ricomporre, se compito della poesia è anche quello di restituire unità a ciò che si è disperso in frammenti irrelati, l’immagine di una città e dei suoi quartieri, luoghi mitici come la Portèla e il borgo di San Martino, il cui fascino è già nei nomi, così familiari e nello stesso tempo così lontani dalla banalità del presente.
maggio 2010 pag. 72, formato 14x20 cm. ISBN 978-8896737-11-8
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